venerdì 30 agosto 2019

OPEN DAY CORSI 2019_2020


I docenti della School Comix ti aspettano per farsi conoscerti ed introdurti nel fantastico mondo del fumetto. Scopri le offerte formative esclusive e partecipa gratuitamente alle lezioni! Tutto il materiale necessario è messo a disposizione dalla School Comix

Programma
Mattina
ore 11:00
Apertura segreteria 

ore 11:30-12:00
Lezione gratuita
Comix Lab (5-7 anni) 
con Marzia Ceccarelli 

ore 12:15-12:45
Lezione gratuita
Comix Teen  (8-13 anni)
con Francesca Dea  

Pomeriggio 
ore 14:30
Apertura segreteria 

ore 15:00-16:00
Lezione gratuita
Comix Teen Advanced (14-18 anni)
con Nicola Perugini e Simone Leonetti 

ore 16:00-17:00
Lezione gratuita
Comix Workshop/Masterclass (dai 16 anni)
con Michela Cacciatore

Durante il pomeriggio saranno a disposizione docenti per chi volesse mostrare i propri lavori
Chiusura segreteria ore 17:30
Prenotando la tua presenza avrai diritto allo sconto del 50% sulla quota di iscrizione. 



lunedì 13 maggio 2019

OPEN DAY ESTATE 2019


Programma Open Day 

8 giugno 2018  presso Arte Mediterranea Via Muzio Clementi 49 Aprilia LT
MATTINA  
ore 11:00 apertura Mostra allievi
ore 11:30 Lezione di Fumetto/ presentazione corso estivo (Francesca)
ore 12:00 Laboratorio di Attività Manuale (Marzia)
ore 12:30 Giochi e attività ricreative (Mirko)
ore 13:00 Consegna attestati allievi corso Kids 2018/2019 
POMERIGGIO
ore 16:30 apertura Mostra allievi 
ore 17:00 Lezione di Fumetto/presentazione corso estivo (Gabriele)
ore 18:00 Consegna attestati allievi corso Teen 2018/2019
ore 18:15 Lezione Fumetto/ presentazione workshop (Michela)
ore 19:30 Consegna attestati allievi corso Pro 2018/2019 

giovedì 27 dicembre 2018

Danza


Poesia di Riccardo Sciarra - docente di sceneggiatura e scrittura creativa
Lungo la notte
Senza un motivo
La festa è un pretesto
Ci si avvicina
Dalle radici
Ombre di luce
Scaldate dal fuoco
Pronte a saltare
Alle chiome addobbate
Insieme
Piccoli bimbi sperduti
Vecchi pirati nascosti
Infine
Felici e contenti
La festa è un pretesto
Senza un motivo
Lungo la notte
Danza

Illustrazione Barbara Mamone - docente di disegno e animazione 2d

mercoledì 31 ottobre 2018

IL PIRATA FANTASMA


Racconto di Riccardo Sciarra - Scrittore  e Sceneggiatore

Andy preparava sempre gli addobbi di Halloween con sua nonna. Si divertiva un mondo. Era ormai una tradizione. "Nonna, ma domani è quel giorno in cui posso vestirmi da pirata fantasma?". "Sì, Andy, è proprio quel giorno. Ora vieni ad aiutarmi a decorare una zucca vuota come la tua, piccolo combinaguai!". 
E lui l'aiutava a intagliare i triangolari occhi maligni, il naso bucato e un satanico ghigno da cui poter intravedere le fiamme dell'inferno divampare scarlatt... "Andy, se non la smetti di chiacchierare a vanvera, le tue fiamme dell'inferno non... com'è che hai detto? Divampare? Ma dov'è che le impari queste parole? Insomma, vai a prendere una candela su in soffitta!". "Vaaaaabbbene, Nonna, vado!". E Andy andò per davvero, incredibilmente! Non come al suo solito, quando diceva di fare una cosa e invece non la faceva. No, ora stava andando in soffitta percorrendo la scala col corrimano di legno brunastro, saltando i gradini a due a due. Eh, non c'è niente da fare: quando una cosa ci interessa davvero, la facciamo senza pensarci troppo su! Vero, Andy? "Puff, puff!". Non può rispondere in questo momento, è troppo occupato a far entrare aria nei polmoni. Andy non è uno di quei bambini atletici, sapete. Però in soffitta c'è riuscito ad arrivare comunque, e infatti eccolo aprire la porta scaraventando la maniglia che sembra quasi la stesse staccando per quanta foga ci ha messo! "Andy, tutto a posto là sopra? Ho sentito un botto...". "Sì... Puff... Nonna... Puff... Tutto a posto!". Bene, ora comincia la ricerca della candela! Sai dov'è, vero, Andy? "Dov'è che Nonna tiene le candele?!". Ci vorrà più tempo del previsto... 
Intanto Andy sposta qualche scatolone, apre qualche cassetto, rovescia qualche vaso, fa cadere qualche bottiglia... "Andy, che sta succedendo?!". "Niente, Nonna, tutto a posto! Guarda che casino per terra... E che puzza!". Hai rovesciato delle bottiglie di alcolici, Andy, è quello l'odore che senti! "Chissà che roba è...". Non berlo, Andy, è rum! Potrebbe darti alla test... "Ne bevo un po', chissà se è buono...". Andy, no, fermo! "Mmm... che schifo!". Te l'avevo detto! "Però... un altro sorso... Magari cambia sapore...". Andy, cosa stai facendo?! Fermatelo! "Ahahahah, ma sì, alla fine è buono!". Ecco, lo stiamo perdendo! "Andy, hai trovato la candela?". "Scerto, Nnnnonnnna... Arrivo sciubito...". 
Andy, tua nonna le candele le tiene nello scatolone delle candele su cui c'è scritto grosso a pennarello CANDELE, non puoi sbagliare! "Ah, eccoqqua lo scattolone delle candiele...". Vai, prendine una e portala a nonna! "Chi è?!". Chi è chi? "Chi sei?! Hai la barba luuuunga e l'uncino e la pistola... Hai una pistola da pirata!". Andy, stai delirando? Sei troppo fissato coi pirati fantasma! Non c'è proprio nessun... Oooooh, adesso lo vedo anch'io! Un uomo con la barba lunga e con l'uncino e la pistola… da pirata! Chi sei?! "Sono il fantasma di tuo nonno, Andy!". "Il fantasma di mio nonno?! Ma non sei... Ecco... volato in cielo prima che io nascessi?!". "Appunto per questo sono un fantasma, mio caro nipote!". "Aaaaaah, giusto, giusto! Ma... sei un pirata?!". "Un pirata fantasma, prego!". “E cosa fai qui?". "Sei stato tu ad avermi evocato!”. “Come?! Io non ho fatto niente, non sono stato io, se c'ero dormiv…”. “Rovesciando tutte queste mie vecchie bottiglie di rum, mi hai liberato, finalmente!”. “Eri intrappolato in una bottiglia?”. “Proprio così! E ora dobbiamo assolutamente…”. “...assolutamente dirlo a tutti! Mio nonno è un vero pirata fantasma sbucato fuori da una vecchia bottiglia polverosa e…”. “No, Andy, dobbiamo assolutamente mantenere il segreto! Abbassando la voce, tanto per cominciare!”. “Ehi, Andy, con chi stai parlando di sopra? Hai trovato le candele?”. “È Nonna! Cosa dico?!”. “Torna subito giù da lei!”. “Però glielo dico che ti ho incontrato e che sei sbucato fuori da una bottiglia, altrimenti mi rimprovera che perdo sempre tempo a inventarmi scuse!”. “Non mi pare il caso! Sarà un segreto tra me e te, tra nonno e nipote!”. “Uffi! Ma così nessuno saprà che ho un nonno pirata fantasma fichissimo!”. “Se proprio insisti, posso lasciarti il mio cappello!”. “È un vero cappello da pirata?!”. “Un vero cappello da pirata fantasma, prego!”. “Grazie, Nonno! Scendo subito!”. “Andy, non ti stai scordando qualcosa?”. “Cosa?!”. “Le candele per Nonna!”. “Aaaaah, giusto, giusto! Ne serve una sola, comunque! Sai, stiamo preparando la zucca di Halloween e…”. “Posso chiederti un favore?”. “Che favore, Nonno?”. “Ecco… A un fantasma non credo sia consentito farlo, quindi… Potresti dare un bacio da parte mia a Nonna? Un bacetto delicato, ecco…”. “Ma i pirati fantasma non danno bacetti delicati, specialmente ad Halloween!”. “Faremo uno strappo alla regola di Halloween, allora! Ora vai!”. 
E Andy andò, scendendo le scale col corrimano di legno brunastro, saltando i gradini a due a due. "Tutto bene, Andy? Come mai ci hai messo così tanto?" "Ho avuto un po' da fare con Nonn..." Non lo dire! "…con Nonn... No, niente... Ecco la candela, Nonna... E anche un bacetto!". “Andy… Come sei dolce! Ma… dove hai preso quel cappello da pirata?!”. “Da pirata fantasma, prego!”

venerdì 8 giugno 2018

LEX LUTHOR V BATMAN v SUPERMAN

Articolo di Riccardo Sciarra - Scrittore e sceneggiatore

«La smania, il furore, il senso di completa impotenza rende gli uomini buoni... crudeli». Così Bruce Wayne, alter ego socialmente accettabile di Batman, si sente ammonire da Alfred, suo fido maggiordomo e figura paterna, nel film del 2016 Batman v Superman. E la risposta del povero Bruce, che dell’incapacità di reagire normalmente a un lutto ne ha fatto il caposaldo della sua crociata supereroistica contro il male, non può essere altro che uno sguardo insieme biasimevole e annoiato, quello di un bambino ferito nell’anima e cresciuto avvolto dal manto oscuro di una «meravigliosa bugia». L’occhiata del figlio ribelle al padre adottivo lascia immediatamente spazio all’arrogante e divertita presentazione del figlio iconoclasta di una società iniqua e disturbata, un giovane Lex Luthor in pieno fermento creativo e maligno.
Perché anche Lex, così come Bruce, è attanagliato da un profondo senso di impotenza verso le ingiustizie di un mondo che non capisce. O che forse capisce, ma non vuole accettare. Così Bruce, ragazzino mai cresciuto davvero, e Lex, davvero un ragazzino anche nell'abbigliamento con cui fa la sua entrata in scena in T-shirt e scarpe da ginnastica, si interrogano sulla questione del potere, su come andrebbe agito e gestito, su chi dovrebbe detenerlo e mantenerlo. I problemi del «male nel mondo» e quello della «virtù assoluta», ma soprattutto quello di Superman «al di sopra di ogni altra cosa» guidano le azioni di Lex fino alla massima empietà possibile del deicidio. Perché se Bruce inquadra il paladino di Metropolis come il più grande pericolo per l’incolumità della specie umana e il simbolo più evidente della sua propria intima e immanente debolezza, Lex vede l’ultimo figlio di Krypton come l’incarnazione di tutti i tiranni, di tutti gli dei che «non sono imparziali».
«Nessun uomo venuto dal cielo è intervenuto quando ero un bambino per salvarmi dai pugni e gli abomini di mio padre»: Lex ragiona assecondando rabbiosi sillogismi, così come Bruce, ma se per il secondo la redenzione è possibile perché davvero un uomo buono, per il primo la condanna è quella di essere umano fino in fondo. La figura di Lex ci spiega che arrendersi alla miseria della condizione umana e non cercare di trascenderla attraverso l’acquisizione di un ideale rende miseri. «Devono vedere l’imbroglio che sei»: Superman, latore di speranza col suo simbolo a forma di S, viene visto da Luthor attraverso la lente deformata dal suo pregiudizio, dalla «smania, il furore, il senso di completa impotenza». Se in questa pellicola Batman viene quindi dipinto come un uomo buono che ha smarrito la rotta, Lex è un uomo davvero troppo corrotto alla radice per essere emendabile. Alla fine, un villain non è altro che un buono che ha perso la speranza.

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venerdì 1 giugno 2018

DAL THUMBNAIL ALLA TAVOLA


Articolo di Nicola Perugini - Fumettista 

Prima di spiegarvi bene come funziona, bisogna fare un piccolo passo indietro: una volta letta la sceneggiatura si realizzano delle miniature delle tavole così come le vorremmo concepire.
Nicola Perugini - Tavola Transformers thumbnail
Le miniature, thumbnail appunto, contengono tutte le informazioni che necessitano al fine di realizzare le tavole finite.
Una volta realizzate le miniature però come le posso trasformare nel definitivo?
Un metodo è di ingrandire il thumbnail e lavorare sull'ingrandimento. Per fare ciò dobbiamo essere sicuri di aver svolto correttamente la sceneggiatura.
Nulla vieta di modificare le tavole in fase di “ingrandimento”. Ricordate che la miniatura è per vostro comodo. Chiaramente una fedele interpretazione iniziale vi risparmia lavoro dopo.
Nicola Perugini - Tavola - Transformers
fase di 'ingrandimento'
Come potete ben vedere negli esempi riportati, la tavola cambia rispetto al thumbnail  iniziale, nella disposizione ma non nella sostanza.
Rispetto alla miniatura iniziale si variano le dimensioni delle vignette.
Infatti nella prima vignetta viene cambiato l’orientamento della nave spaziale, per dare la possibilità di inquadrare il panorama sottostante.
Quindi, per concludere, il thumbnail per comodità deve essere fedele al lavoro da come lo immaginiamo alla fine, ma non è una regola rigida perché l’idea generale o il dettaglio, possono cambiare in corso d’opera.
Nicola Perugini - Tavola Transformers completa
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venerdì 25 maggio 2018

IL VENOM CHE TI SCORRE NELL'ANIMA

Articolo di Riccardo Sciarra - Scrittore e sceneggiatore
Illustrazione di Nicola Perugini
«Ciao, tesoro...». Nell’ombra, un ghigno malvagio. «...Sono tornato!». Mary Jane Watson crede che ad attenderla nel loro appartamento coniugale ci sia Peter Parker, invece... «Era uguale a te», dice lei abbracciando disperata il marito, «[era uguale] all’Uomo Ragno!». «Mary Jane è una delle donne più forti che conosco», rimugina il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere, «che razza di mostro può averla ridotta così?». Quel mostro di cui entrambi i protagonisti ignorano l’identità è Venom, che dopo brevi e fugaci apparizioni, nel numero 300 della collana The Amazing SpiderMan fa la sua terribile entrata in scena.
Il maggio del 1988 rimarrà come uno dei momenti più angoscianti della lunga vita fumettistica di Peter Parker, messo di fronte a un villain che rappresenta letteralmente il suo lato oscuro. «A-aveva addosso un costume! M-ma era grande e grosso... come un culturista!», spiega MJ, turbata nell’animo e violata nell’intimo della propria abitazione: la figura snella e scattante dell’Uomo Ragno lascia spazio a muscoli enormi, giganteschi. E, a proposito del costume, in quel periodo Spidey indossa un costume a fondo nero con ragneschi dettagli bianchi, ma questa è un’altra storia che è possibile cominciare a seguire leggendo Secret Wars 8 uscito nel dicembre dell’84: è in quell’occasione che Peter trova il costume mutaforma che poi abbandonerà quando si rivela essere un simbionte alieno. Un villain che necessita di morbosa simbiosi per sopravvivere, Venom.
Un essere abbietto e colmo di risentimento, Venom. Il veleno della rabbia che gli scorre dentro gli annebbia la mente e gli fa vedere solo un nemico: Peter Parker, l’Uomo Ragno. Quando Eddie Brock, organismo ospite e identità umana di Venom, vede la sua carriera giornalistica arrivare al capolinea per colpa (secondo lui) di Peter Parker, ha una rivelazione: «Un’ombra si avvicinò e mi accarezzò. Si fuse con me. Era un’ombra piena di luce. Illuminò la mia angoscia, chiarì i miei propositi. Il suo odio per te rivaleggiava con il mio. Sapeva chi eri. E possedeva un tale potere».  Di forza sta quindi parlando il muscoloso Eddie a Peter, dell’angoscia del simbionte che si è sentito abbandonato da Spidey come un’amante al termine di una storia d’amore. E quella tenebrosa luce caratterizza il personaggio da capo a piedi, rendendolo simile all’Uomo Ragno, ma completamente differente.
Il simbolo c’è, ma non l’ideale che rappresenta. Gli occhi ci sono, ma al di sotto fanno bella mostra dei violenti denti aguzzi. «G-gli era cresciuta una bocca, Peter! Sulla sua maschera! Una bocca!»: l’esperienza perturbante di MJ risiede nello scarto tra la figura rassicurante di suo marito l’Uomo Ragno e la minacciosa personalità di Venom, un villain che spaventa perché conosce bene l’eroe e può colpirlo dove fa più male. E senza fargli scattare il senso di ragno.

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venerdì 18 maggio 2018

LA VIGNETTA PRINCIPALE


Articolo di Nicola Perugini - Fumettista

Quando realizziamo una tavola, essa sarà composta da più vignette (a meno che non sia una spash page). All’interno di una tavola c’è una vignetta che determina l’economia di tutta la tavola, è va realizzata più grande delle altre.
L’importanza della vignetta è, in genere, già evidente nella sceneggiatura e ribadisco l’importanza di leggere attentamente tutta la sceneggiatura.
Nicola Perugini,  serie Transformers, SOD
Lo sceneggiatore vuole dare un messaggio chiaro proprio in quella vignetta, e noi come disegnatori ed interpreti, dobbiamo cogliere al meglio il messaggio.
Ciò non significa che la vignetta più importante va disegnata meglio e sulle altre si sorvola.
Si può anche individuare una seconda vignetta, importante. Ma bisogna fare attenzione alla eccessiva presenza di scene madri. Il rischio è affaticare e stancare il lettore.
Si può pensare ad una tavola con tutte vignette con la stessa importanza, nel caso di una tavola di colloquio o di passaggio. Ma non ad una tavola con solo scene madri.
Esaminiamo le tavole riportate qui. La vignetta principale è l’ultima, e tutte sono concepite come asservite alla stessa, che rappresenta l’esultanza del capo dei Decepticons e dei suoi accoliti.
Nicola Perugini,  serie Transformers, SOD

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domenica 13 maggio 2018

LEI MADRE

Racconto di Riccardo Sciarra - Scrittore e sceneggiatore.

Chiuse gli occhi e sperò. Che non fosse mai successo. A lei. Un sogno e un incubo, lo stesso. Con lui. Se n’era andato. Perché? Non c’era, quel miraggio più vero che avesse mai incontrato. L’aveva conosciuto ed era giovane e ingenua e una passione tutta loro li abbracciava nel letto. Se n’era andato. Perché? Lo desiderava e l’aveva lì tra le braccia e lo baciava. Se n’era andato. Perché? Faticava a ricordalo, sentiva il dolore, a terra, gettata, piangeva. Al ventre si toccava, dove la carezzava dolcemente lui. Se n’era andato. Perché? Nel ventre sentiva nascere vita nuova. Se n’era andato. Per quello. Al ventre guardava cieca e gridava muta. Disperata, perduta, buia. Ma una luce unica le brillava dentro. Ma una voce sola le cantava dentro. Una malinconica melodia magnifica le cresceva dentro. Non l’avrebbe lasciata andar via. L’avrebbe accettata e tenuta e curata. Sua figlia. Lei madre.

venerdì 11 maggio 2018

LE 5 MOSSE DI BLACK GOKU

Tutorial di Francesca Dea - Creativa, Fumettista, Illustratrice
Matita 2H, gomma, gomma pane
Fogli del tipo Fabriano F4 o Tecnico 6
Pennarelli graduati 0.05, 0.1, 0.2, 0.3  e 0.4

Personaggi come Goku, o in questo caso Black Goku possono essere presi come spunto interessante per studiare le proporzioni del corpo umano, anche realistico.
I canoni  Classici  riguardanti la figura umana sono decodificati da Plicleto nel 450 a. C. circa. In linea di massima rimangono validi ancora oggi, ed usati anche nei personaggi dei fumetti che ripropongono una struttura umana abbastanza realistica. 

#1 Questioni di "teste"
Il corpo umano risultra proporzionato in base all'altezza della testa. Complessivamente, un'uomo di statura media, adulto, risulta essere alto 7 o 8 teste. Nell caso di Black Goku 7, come riportato in figura 1
fig1
#2 Il bacino, nel mezzo
Alla misura 3 e 1/2 si colloca il bacino, parte centrale del corpo che lo divide in zona superiore (testa, busto e arti superiori) e parte inferiore (arti inferiori). Le articolazioni si trovano collocate ad altezze specifiche come mostra la figura 2
fig2
#3 Dare volume
Dopo aver disegnato la struttura ossea semplificata, aggiungiamo i volumi del corpo e abbozziamo l'abbigliamento e gli accessori, come in figura 3
fig3
#3 Definizione e identità
Definiamo meglio il corpo e aggiungiamo tutti gli elementi del viso. Come nella realtà, i tratti del viso e la capigliatura attribuiscono un'identità specifica al personaggio. Anche l'abbigliamento e gli accessori, se ben curati e scelti con accortezza, contribuiscono a definire il personaggio. Espressione e abbigliamento contraddistinguono Black Goku da Goku, mettendo in risalto il suo ruolo da villain
figura 4
#5 Inchiostrazione
Con i pennarelli graduati, scegliendoli con accortezza a seconda degli elementi che dobbiamo inchiostrare (più sottile per i dettagli più grosso per l'abbigliamento e il corpo), definiamo il personaggio. Il lavoro termina come mostrato in figura 5
fig5
Mettiti alla prova anche tu e scopri se i tuoi personaggi preferiti rispettano o meno il canone di Policleto! Aspettiamo i tuoi lavori all'indirizzo mail schoolcomixaprilia@gmail.com Tutti i disegni pervenuti saranno pubblicati sulla nostra pagina FB School Comix!

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