venerdì 19 gennaio 2018

THE WALKING DEAD - NEGAN (Robert Kirkman, Charlie Adlard)

Articolo di Giuseppe Congedo - Scrittore e Sceneggiatore
Target: Adulti
L’horror è composto da figure archetipiche. Il mostro, da sempre, incarna la figura dell’antagonista in una visione quantomai “Lombrosiana” del male. Più la creatura è orribile, spaventosa, deforme, più il suo ruolo calza come un guanto nella pelle dell’antagonista. Su tutti, però, la figura dello zombi ha sempre tratto in inganno. Sin dalle sue prime apparizioni nei film di George A. Romero, il morto vivente ha rappresentato una creatura tanto pericolosa quanto fuori dagli schemi classici.
È sicuramente un antagonista, ma non la vera essenza del male nella storia. A conti fatti, in ogni storia di morti viventi il vero malvagio risulta essere sempre e comunque l’uomo. Poche opere come The Walking Dead ce l’hanno dimostrato. In un mondo sconvolto dal ritorno dei cari estinti, gli eroi si ritrovano a doversi guardare le spalle più da chi respira ancora che da chi barcolla perdendo pezzi e vermi. Basta pronunciare il nome di Negan per chiarire subito il concetto. Brutale, sadico, affascinante, il folle despota a capo dei Salvatori ha subito catalizzato su di sé l’attenzione, diventando il mostro per eccellenza della serie. Quello che più spaventa di Negan è la sua intelligenza. Ha saputo sfruttare la paura e il senso di minaccia per assoggettare le persone sino alla sudditanza.

Ha posto sé stesso come soluzione unica e indiscutibile per la sopravvivenza altrui, alimentando la sua forza sulla debolezza di chi ha visto tutto il proprio mondo sgretolarsi. La fine della realtà conosciuta e il crollo delle certezze creano paura. La forza prorompente e distruttiva di Negan sta tutta nel saper giocare con l’orrore, nel barattare la dignità e la libertà altrui con una macchinosa e sadica sicurezza. Ed ecco che lo zombi, da tutti percepito come la minaccia autentica della serie, diventa strumento propagandistico per attrarre consenso e ammirazione. Carne (morta) su cui forgiare un leader. Vi ricorda qualcosa?

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venerdì 12 gennaio 2018

SINDROME, IL SUPERFAN

Articolo di Riccardo Sciarra -  Scrittore e Sceneggiatore

E se durante la sua entrata in scena il villain... non fosse ancora il villain?
Nel film d’animazione del 2004 'Gli Incredibili' possiamo assistere a questo tipo di dinamica: il villain non si presenta chiaramente e fin da subito come il nemico.
Realizzato da Francesca Deodati
Direttrice e docente della School Comix Aprilia

Buddy è un semplice ragazzino, un fan dello spettacolare Mr. Incredibile, il suo ammiratore numero uno! «Forte, si decolla», urla Buddy con entusiasmo mentre è indebitamente seduto sul sedile del passeggero dell’incredibile automobile di Mr. Incredibile. Nonostante il costume, il mantello e la mascherina, Mr. Incredibile riconosce nel neonato Incrediboy «quel ragazzino del fan club» e lo catapulta all’esterno dell’abitacolo con sufficienza: Buddy dice di conoscere tutte le mosse di Mr. Incredibile e l’intero campionario delle sue frasi più celebri, ma non è sufficiente a convincere il suo supereroe preferito ad assumerlo come giovane aiutante. Si fa poi avanti di nuovo mentre Mr. Incredibile è impegnato a ostacolare una spettacolare rapina del supercriminale francofono Bomb La Tour. Nemmeno i fantascientifici razzostivali costruiti da Buddy riescono a impressionare Mr. Incredibile, che liquida il ragazzino con un aspro: «Vattene a casa, Buddy».
«Si può essere super anche senza i poteri», afferma deciso Buddy/Incrediboy, e, nel tentativo di “risolvere la situazione” come spesso fa il suo beniamino, cade invece vittima di un tranello di Bomb La Tour: una bomba temporizzata gli rimane agganciata al mantello e questo provocherà la distruzione dei binari della ferrovia sopraelevata. Tocca ora a Mr. Incredibile “salvare (davvero) la situazione” impedendo al treno di schiantarsi a terra con tutti i passeggeri a bordo, per poi consegnare Buddy/Incrediboy alla polizia con un severo: «Riportatelo a casa. E raccontate a sua madre quello che ha combinato», rendendo evidente la lacuna presente tra un adulto (super)professionista come lui e un adolescente fanatico come il testardo Buddy. «Non hai niente a che fare con me» sono le ultime parole che Mr. Incredibile pronuncia verso il suo autoproclamatosi ammiratore numero uno, prima di reincontrarlo 15 anni dopo vestito del mantello nero di Sindrome.

Ora Buddy dice di non chiamarsi più Buddy, «e nemmeno Incrediboy mi chiamo. [...] Io sono Sindrome, la tua nemesi»: Sindrome cerca la sua rivincita e vuole dimostrare con l’inganno di essere il miglior supereroe possibile. Ma se Edna Mode, l’esperta costumista dei supereroi, dice: «Niente Mantello», bisognerebbe dargli ascolto; Sindrome, superbo, ottuso e presuntuoso com’è, non ha studiato abbastanza e perciò non sa che quello è un accessorio pericoloso, finendo risucchiato in una delle turbine del suo stesso jet proprio a causa del suo stesso mantello.

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venerdì 5 gennaio 2018

MANI MECHA!


Articolo di Nicola Perugini - Fumettista

Tutorial – come disegnare una mano Mecha Style

Come per la testa, disegno la mano come fosse umana (ricordo che sto prendendo in esame un mecha umanoide).
Scompongo le parti della mano in cubi e parallelepipedi, al posto delle nocche aggiungo degli esagoni che permettono il movimento a scatto delle falangi.              
 Aggiungo delle articolazioni sferiche per il pollice e una valvola al centro delle placche che compongono il palmo (Non ha alcuna funzione ma è proprio bella).
Le falangi vengono coperte da una placca per corazzare le dita.             

...e buon divertimento.

Per realizzare tantissime creazioni come queste, ti aspettiamo alla School Comix
Dove potrai dare sfogo alla tua fantasia. 
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venerdì 22 dicembre 2017

UN BIGLIETTO DI NATALE DAVVERO SPECIALE!

Tutorial di Francesca Dea - Creativa, Fumettista, Illustratrice





It's Christmas time... e anche gli scheletri diventano più buoni: Jack Skeleton di "Nightmar before Christmas" si trasforma, in versione chibi, in un tenerone! Una simpatica idea per realizzare un bigliettino d'auguri originale!

COSA OCCORRE:
  • Matita, gomma, gomma pane
  • Pennarelli graduati 0.2 e 0.4  (in alternativa trattopen nero)
  • Colore rosso (di qualunque tipologia)
Fig1
Disegna due cerchi della stessa dimensione, uno sotto l'altro. Nelle versioni Chibi dei personaggi le proporzioni sono alterate. In questo caso il primo cerchio rappresenterà la testa mentre il secondo l'altezza del corpo.
Fig 2
Delinea il corpo, usando un rombo rovesciato, le gambe fine e lunghe, cosiccome le braccia.
Fig 3
Aggiungi i dettagli del volto che rendono riconoscibile il personaggio e il cappellino natalizio. Puoi anche posizionare le due braccia in modo speculare, se vuoi.


Fig 4 
Aggiungi i dettagli del vestito come le maniche con il pellicciotto e gli stivali. Sulle mani puoi aggiungere degli oggetti natalizi, come dei pacchetti regalo.
Fig 5
Aggiungi altri dettagli al personaggio come ad esempio la barba. Arricchisci il disegno con dei pacchetti a terra e non dimenticare di disegnare l'inseparabile compagno di Jack, il suo cagnolino fantasma, Zero. 
Fig 6
Rifinisci il disegno dopo aver alleggerito la matita con la gomma pane. 
Colora di rosso il vestito. Usa i pennarelli graduati per inchiostrare, facendo un contorno più spesso nel perimetro dei personaggi per donare un effetto più "grafico". 

Puoi disegnare questa facile e simpatica illustrazione su di un cartoncino per realizzare un bigliettino natalizio da regale ad una persona speciale per fargli gli auguri in un modo davvero originale.
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venerdì 15 dicembre 2017

BUILDING CHEWBACCA!!!

Giochi in casa - Istruttore Mirko Di Cintio

Gioco Individuale
Target: Da 5 anni in su
Difficoltà: 2/5
Tempo: 5/10 minuti circa
Giocatori: Da 2 in su (senza limiti)
Cosa occorre: Matite, carta, 1o 2 dadi ( a seconda della difficoltà)
Come si gioca:
Distribuite a ogni giocatore un foglio di carta e una matita. A turno tutti i giocatori lanciano il dado.
A ogni numero da 1 a 6 corrisponde una parte di Chewbacca, per esempio: al 6 corrisponde il
corpo di Chewbacca, al 5 la testa, al 4 la fascia, al 3 la balestra, al 2 il cappello di natale (o un
altro accessorio che preferite) , all’1, infine, gli occhi il naso e la bocca di Chewbacca. Ogni
giocatore, dopo aver lanciato il dado, disegna sul foglio la parte corrispondente al numero uscito.
Se a un giocatore esce lo stesso numero più volte, allora passerà il dado al giocatore
successivo, saltando il turno.

Vince chi riesce a finire per primo il proprio Chewbacca!!
P.s. Ovviamente questo gioco si può fare con qualsiasi altro personaggio od oggetto che vogliate
disegnare ( es: Macchina, 6 il telaio, 5 la ruota, 4 i sedili, ecc. ecc.) e potete anche aumentare la
difficoltà aggiungendo un altro dado (partendo dal numero 2 poi ovviamente) e mettendo più
dettagli nel vostro disegno (es: 7 la macchina, 8 gli occhiali, 9 gli orecchini, 10 la casa ecc. ecc.)
Quindi largo alla fantasia gente!!!!

Obiettivo : Vince chi riesce a finire per primo il proprio Chewbacca!!
Buon Divertimento e Buon Natale!!
Se avete provato anche voi questo divertentissimo gioco, fatelo sapere nei commenti, postando una foto della vostra creazione sulla nostra pagina di Facebook School Comix!
Ti piacerebbe provare anche altri giochi insieme ad altri ragazzi? Vieni a TROVARCI presso la nostra sede ad Aprilia in via Muzio Clementi 49! Per info contatta 349 71 82 756 (anche tramite Whatsapp)

giovedì 14 dicembre 2017

Santa Claus is coming to town...

Racconto di Riccardo Sciarra - Sceneggiatore e Srittore
Sei proprio Babbo Natale?!
Certamente, piccolo! Non lo vedi il cappello rosso? Sono io...

Mamma dice sempre di non parlare con gli sconosciuti, ma tu non sei uno sconosciuto! Tu sei Babbo Natale!!!
Faresti bene ad ascoltare la mamma, ogni tanto... Non tutti sono più buoni, a Natale...
Io sono stato un bravo bambino, quest’anno! Hai letto la mia letterina?! Voglio l’aeroplano, quello che vola davvero su nel cielo! E il sottomarino, quello che nella vasca da bagno fa le bolle di sapone grandi così! E il cavallo da rodeo con la...
Credo proprio di non avere nessun regalo per te quest’anno, mi dispiace...
Non ti è arrivata la letterina?!
Forse è finita qui dentro al bidone, in mezzo alle fiamme...
Lì dentro?!
Sto scherzando... A bruciare là dentro ci sono solo vecchi giornali...
Perché li bruci?!
Senti freddo, piccolo?
No, ho il cappello!
Io sì, invece, sento freddo. Per questo brucio i giornali.
Ma hai il cappello, Babbo Natale, come puoi sentire freddo?!
È un freddo che sento nell’anima, direbbero quelli bravi... Io non sono bravo e dico che questi vestiti che indosso non sono abbastanza per coprirmi...
Senti freddo anche con quel cappotto, Babbo Natale?!
Sta nevicando, piccolo, questo cappotto non è adatto a certe temperature...
Regalatene uno, allora! Regali tutto a tutti i bambini buoni del mondo, regalati un cappotto nuovo! E anche delle scarpe senza buchi!
Dovrei scrivere anch’io una letterina a Babbo Natale?
Non serve che la scrivi, sei tu Babbo Natale!!!
Posso dirti un segreto?
Tu non sei Babbo Natale, vero? È questo il segreto?
Sei veramente un furbacchione. Da cosa l’hai capito?
Babbo Natale è ciccione, mentre tu sei magrissimo.
Mh, solo da quello?
No, già dall’inizio sapevo che Babbo Natale non esiste. Ti ho solo preso un po’ in giro. Però ti lascio una monetina, vecchio.
Cosa vuoi, che ti canti una canzone di Natale?
Ora devo andare, mamma mi aspetta. Ciao.

Ma sì, va’, te la canto lo stesso... You better watch out, you better not cry, better not pout, I’m telling you why, Santa Claus is coming to town...

venerdì 8 dicembre 2017

COSPLAYERS... A ME GLI OCCHI!

Articolo di Onikitty Chan - Cosplayer 

MAKE-UP OCCHI
Gli occhi sono la parte più importante del make up cosplay quindi imparare a dargli la forma giusta è essenziale. Ecco qui qualche consiglio.
OMBRETTI : il loro colore definisce la personalità del personaggio,se il personaggio non ne ha di colori particolari di si opta per dei colori nude ,più sul rosa per personaggi femminili e più sulla scala di marroni per personaggi più mascolini. Usare un ombretto shimmery o glitter sulla palpebra mobile aiuta moltissimo con darle dimensione, non c’è sempre bisogno del cut-crease, ma al limite della palpebra fissa un ombretto matte aiuta a dare più definizione all'occhio

EYE-LINER: è la parte che più definisce la forma  dell’ occhio ,quindi  aggiustarlo per ogni tipo di occhio aiuta molto la caratterizzazione. Per fare un occhio rotondo bisogna farla più larga al centro per la palpebra superiore e basta un punto sfumato con dell’ ombretto ai lati per l’ inferiore. Per l’ occhio all'insù basta disegnare un triangolo alla fine dell’occhio e la parte inferiore è più spessa al centro e dove si incontra con la parte superiore. L’occhio all'ingiù la la stessa linea di quello rotondo ma si allunga verso il basso , la parte inferiore ha molto spazio al lato, e un po’ anche al centro se l’ occhio è aperto.
CIGLIA FINTE: il mascara va sempre messo, anche per i personaggi maschili, mentre le ciglia finte servono principalmente per personaggi femminili o molto effeminati. La loro forma aiuta a definire la forma degli occhi, le ciglia finte di solito hanno una forma che determina l’interno e l’esterno,le ciglia con più lunghezza e volume all'esterno sono ottime per gli occhi all'insù, quelle simmetriche sono meglio per gli occhi rotondi o verso il basso. 
Le ciglia finte si possono invertire se sono stondate per ottenere un effetto dell occhio più aperto.le ciglia finte sulla parte inferiore sono utilissime per allargare l’occhio ma devono essere quelle apposite, che però sono molto difficile da trovare nei negozi, però si possono ricavare da vecchie ciglia finte o comprare online.
LENTINE: non tutti le possono utilizzare ma hanno un doppio effetto di cambiare il colore dell’ occhio e cambiarne la grandezza. Le circle lents sono le migliori per allargare gli occhio, ma talvolta basta una lente colorata normale nel caso non si cerchi di allargare l’occhio. C’è sempre da fare attenzione alla loro cura,è meglio comprarle in fiera o ancora meglio dall’ottico e prima di indossarle per la prima volta è sempre meglio fare una visita oculistica per l’idoneità.
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venerdì 1 dicembre 2017

LO VUOI UN PALLONCINO?

Recensione Film di Giuseppe Congedo - Scrittore e Sceneggiatore

IT (Regia Andrés Muschietti)
Target: Adulti

Mettiamo in chiaro una cosa: il libro di Stephen King è un tale capolavoro di orrore e formazione che operare qualsivoglia paragone è a dir poco inutile.
Chiarito il presupposto, l’IT diretto da Andrés Muschietti è un buon film dell’orrore. Buono nel senso che risponde con soddisfazione ai presupposti che le migliori pellicole del genere si pongono.
La linea narrativa di base porta la firma del RE e tanto basta: In una cittadina della provincia americana una creatura che assume varie forme (la sua preferita è un certo Clown di nome Pennywise) si diletta a spaventare e divorare poveri bambini inermi.
Muschietti sposta l’azione dai mitici anni 50 di King ai più confortevoli e attrattivi anni 80, strizzando l’occhio alla passione vintage per quel periodo che, dopo “Stranger Things”, è diventata religione. I giovani attori che compongono il Club dei Perdenti sono di una bravura invidiabile e riescono a farsi voler bene. Tutti, compreso il folle e violento Henry Bowers. Bill Skarsgård, nei panni dell’orribile Clown, si tramuta in icona istantanea, riuscendo a competere con un gigante come Tim Curry (l’attore che interpretò Pennywise nella miniserie del 1990) e spostando di molto l’asticella di sopportazione per qualsiasi coulrofobico che si rispetti.
C’è poco sangue ma solide scene da salto sulla sedia. Dove viene meno la componente filosofica del libro, Muschietti opera un gioco di citazioni che fungono da zuccherino per l’immancabile amaro in bocca di molti. I puristi del libro potrebbero rimanere delusi, l’indignazione riempire conversazioni sui Social Network ma, nell'insieme, è un film girato bene. La tensione è ben costruita e porterà molti di voi a mettersi le mani davanti agli occhi e a raccontarsi le scene più turpi per giorni. Per un film dell’orrore è un risultato da applauso.
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venerdì 24 novembre 2017

PIECES OF VILLAINS!

Giochi in casa - Istruttore Mirko Di Cintio

Gioco A Squadre
Target: Da 3 anni in su
Difficoltà: 3/5
Tempo: 5/10 minuti circa
Giocatori: da 4 giocatori in su
Cosa occorre: Matite, colori e fogli grandi.
Come si gioca:
Si creano 2 squadre, ogni squadra decide quale Villains disegnare (Disney,Marvel,Manga,ecc.) poi si prende un grande foglio e si disegna e colora sul foglio il villain scelto (il disegno deve essere grosso, deve prendere tutto il foglio).
Terminato il disegno si taglia il foglio in tanti pezzetti (a seconda dell’età si fanno pezzetti più piccoli o più grossi) , come se fossero le tessere di un puzzle, e si mescolano tra di loro. Il gioco consiste
nel ricomporre il disegno originale. Ogni squadra dovrà ricomporre quello eseguito dagli
avversari.
Obiettivo : Vince chi ci mette meno tempo a ricomporre il Villain!
Buon Divertimento!! ;)

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venerdì 17 novembre 2017

SI, ADE REGNA!

Articolo di Riccardo Sciarra -  Scrittore e Sceneggiatore

Ade, l’oscuro signore dell’Oltretomba 
Come viene presentato un villain? O meglio, com’è che si presenta, dato che la maggior parte delle volte i cattivi sono personaggi arroganti e pieni di sé? Prendiamo a esempio Ade, il villain del film d’animazione Disney del 1997 Hercules! 
Realizzato da Onikitty Chan,
allieva Pro e docente della School Comix
Che idea ci facciamo di lui quando lo vediamo apparire per la prima volta sullo schermo? Dopo il titolo del film, veniamo condotti ai cancelli dell’Olimpo, la nuvolosa patria degli dei dell’antica Grecia. Tutto viene rappresentato come luminoso e rigoglioso, maestosamente privo di ogni oscurità. La casa dei numi ospita i festeggiamenti in onore del neonato Hercules, il meraviglioso figlioletto di Zeus ed Era. I divini convitati vengono tutti dipinti coi colori più sgargianti: un arcobaleno di viola, verde, rosso, giallo, rosa e arancio, tutti mescolati insieme in allegria. Tutti, tranne uno. Ade compare all’improvviso, in penombra e coi lineamenti del volto indistinguibili dalle tenebre che si porta appresso. Esordisce con uno stizzito «Che sentimentale...» rivolto a Zeus, battuta con cui chiarisce il distacco tra i comportamenti amorevoli e gioiosi degli altri dei dell’Olimpo e il suo infernale cinismo.
La musica si fa all'improvviso più tetra, contribuendo a realizzare un’atmosfera carica di tensione, un turbamento sciolto in malo modo da una squallida battuta dello stesso Ade a cui nessuno ride. «Siete un pubblico o un mosaico?», chiede retoricamente Ade al resto degli dei, rendendo palese come lui non si amalgami per nulla col resto della popolazione dell’Olimpo. Zeus è l’unico a provare un po’ d’affetto per questo suo fratello Ade, ritratto come lo zio un po’ strano che non si vorrebbe per nessuna ragione invitare alle feste in famiglia.
Viene fatto capire a noi spettatori che Ade vive nell'Oltretomba, dove controvoglia e con quel suo piglio da squalo amministra le anime dei trapassati: il naso appuntito, i denti aguzzi e quella pelle grigiastra si adattano sicuramente al fosco ambiente da cui proviene. E mentre gli altri regalano al piccolo Hercules oggetti dorati, levigati e raggianti, Ade preferisce distinguersi donando al minuscolo spruzzo di sole un lecca lecca a forma di teschio e pieno di spine, che la forzuta creatura rifiuta comprensibilmente di assaggiare. Alla fine della scena, vediamo tutti i commensali che, dopo una freddura di Zeus («Dovresti rallentare, ti ritroverai nella tomba!»), ridono DI Ade e non CON Ade. Lo deridono in coro e allo «Sto crepando!» del signore dell’Olimpo fa eco il «Se fosse...» del signore dell’Oltretomba, un desiderio che risulterà il fondamento delle perfide motivazioni del personaggio per l’intero lungometraggio.

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